Il 16 marzo fu aspramente bombardato a Mariupol il teatro di prosa che porta il nome della città. In quel teatro, ieri sarebbero stati trovati trecento corpi di ucraìni rifugiativisi proprio per scampare alle bombe.
È un luogo sacro il teatro, vi si dovrebbe poter non morire. Per la finzione che vi si elabora, sarebbe un gioco da ragazzi per la morte uscire dall'enigma della scena senza straziare.
- Poesì di Rino Mele. I balconi di Mariupol (Agenzia Radicale)
- Poesì di Rino Mele. Terrificante veder morire (Agenzia Radicale)
Nell'articolo di martedì 22 marzo "Condanna a morte tra le macerie: qui la resa non è un'opzione" di Giampaolo Visetti, inviato in Ucraìna per "Repubblica", possiamo leggere - e sembra una surreale Apocalisse - il messaggio di Nadezda Sukhorukova: " Sono sicura che morirò prima, spero solo che non sia così spaventoso. I cadaveri si mettono al freddo sui balconi: chissà quanti corpi sono esposti davanti alle nostre finestre senza vetri". Continua Giampaolo Visetti: "Il tempo di Mariupol è scaduto: chi va per mare, e chi semina la terra, è già oltre l'attesa: Cinque navi ucraine con migliaia di tonnellate di grano sono state trainate ieri al largo del Mar d'Azov da rimorchiatori russi, come bottino di guerra”.
- Poesì di Rino Mele. Terrificante veder morire (Agenzia Radicale)
La guerra, parola per i Russi impronunciabile, è iniziata giovedì 24 febbraio. Il 18 marzo a Mosca, nello Stadio Luzhniki, il Presidente della Federazione Russa, Putin, ha tenuto un discorso durante il quale imprudentemente ha citato il Vangelo di Giovanni (capitolo XV, versetto 13), le parole di Cristo durante l'Ultima Cena: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i suoi amici”.
In "Uscita di sicurezza" del 1965, Ignazio Silone scrive: "Non ci sono più frontiere geografiche della pace e della verità. Queste frontiere passano all'interno di ogni paese, nell'interno di ognuno di noi".
Le rose d'inverno, il nuovo anno che appare - nello sconforto e nel riso - col doppio volto di un familiare enigma. (… SEGUE >>>)
Nel Vangelo dello Pseudo-Matteo (VIII sec.) si parla di leoni e draghi. Durante la fuga in Egitto, Giuseppe e Maria decisero di riposare in una grotta, ma apparvero molti draghi: "Allora Gesù, sceso dal grembo di sua madre, si fermò ritto in piedi di fronte ai draghi, e quelli lo adorarono". (… SEGUE>>>)
L'insopprimibile angoscia della nostra ossessiva condizione di prede predaci. Il mio testo termina con l'esemplare momento preparatorio, surreale, della sfida tra Isacco e Abramo al quale Dio aveva imposto una prova di morte (... SEGUE>>>)
Sembra avverarsi la profezia di Gioele: "Sol et luna obtenebrati sunt, et stellae retraxerunt splendorem suum". La violenza copre la terra, e il nostro stesso volto non è più riconoscibile. (… SEGUE>>>)
Al 72° metro della gara di domenica 1 agosto, Jacobs è imprendibile, sfugge a se stesso, corre alla velocità di 43.056 km/h. Correre non è camminare, è uno sfidare il vuoto che ti s'apre davanti. Siamo stupefatti nel vedere un bambino tenersi in piedi e dare il primo passo, tornare indietro, riprendere a camminare: poi tutto sembra confondersi nel quotidiano ripetersi delle ore. Ma la prima volta che un bambino corre chi la ricorda? (… SEGUE>>>)
Nel 1981 Dacia Maraini scrive una commedia tragica, sorprendente e luminosa, "I sogni di Clitennestra". La protagonista, la regina (ma qui è solo un'ex operaia tessile, a Prato), prima di morire dice: "Ho sognato di essere me. Sogno di essere un'altra. Tra i due sogni non c'è legame. Il sogno mi dà forza. Il sogno mi toglie la forza. Donne dei miei sogni non mi tradite, aiutatemi! Può una morta sognare di rivivere sognando i suoi sogni più mutilati?". (... SEGUE>>>)
L'inquisizione è la razionalizzazione estrema del male, continua a sopravvivere tra noi inavvertita, ineliminabile, oscena. In "Il processo di Giordano Bruno", 1948, Luigi Firpo scrive: "Al cadere del marzo 1597 o poco più tardi Bruno subì il suo diciassettesimo interrogatorio, l'ultimo menzionato con numerazione espressa nel 'Sommario', forse inasprito dall'usuale mezz'ora di applicazione del supplizio della corda". (… segue >>>)