Pechino potrebbe dover decidere dove tracciare la linea e ridurre le sue perdite in Ucraina. Potrebbe non voler seguire Putin nel buco che ha scavato per se stesso. La guerra della Russia in Ucraina ha fatto un tributo senza precedenti in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Mosca potrebbe aver subito oltre 1,4 milioni di vittime (uccise, ferite, disperse o catturate), tra cui 500.000 uccise, al costo di oltre 500 miliardi di dollari - circa l'1% della sua intera popolazione e un terzo del suo PIL annuale - in quattro anni e mezzo di guerra. Milioni di persone stanno tornando a casa profondamente segnati dalla crudeltà dei campi di battaglia e senza prospettive chiare. Farà a pezzi famiglie e intere comunità per generazioni… di Francesco Sisci
Un filo ideologico lega il fallimento cronico degli aiuti allo sviluppo in Africa alle politiche di immigrazione di massa non selettiva in Europa e in Occidente. Non si tratta di una catena causale meccanica, ma di una stessa visione paternalistica: chi è povero, in patria o da migrante, viene trattato come una vittima da assistere e non come un individuo capace di responsabilità, impresa e integrazione. Questa mentalità mantiene l'Africa dipendente e, una volta che le persone emigrano, si riproduce in Occidente attraverso un welfare generoso e un multiculturalismo relativista che scoraggiano l'assimilazione. Il risultato è duplice: da un lato, società che restano povere; dall'altro, un Occidente che, in nome del buonismo, imbocca una traiettoria di declino, accettando profonde trasformazioni demografiche, sociali e culturali senza aver mai valutato se esse siano compatibili con i principi e i valori fondanti dell'Europa e degli Stati Uniti… Anna Mahjar-Barducci
- Anna Mahjar-Barducci: Poverty, Inc.: ‘Da documentario controverso a profezia sugli aiuti allo sviluppo’ (Agenzia Radicale)
- Anna Mahjar-Barducci: ‘L’Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti’ (Agenzia Radicale)
Il conflitto in Medio Oriente e lo scontro tra Iran e Stati Uniti prende una piega sempre più di natura militare (le cronache delle ultime ore descrivono alcuni attacchi aerei statunitensi hanno colpito il sud-ovest dell’Iran… e la vicenda dell’aggressione russa in Ucraina registra nuovi raid russi con missili balistici su Kiev nella notte con otto civili, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri dieci feriti… In un contesto di grande rischio e turbolenza mondiale resta quasi ignorato dal sistema informativo in Europa ma soprattutto in Italia quello che accade in Asia. Eppure quello che accade in quel continente che da solo comprende oltre la metà della popolazione mondiale (più di quattro miliardi sono gli asiatici… Del Grande Gioco asiatico - con molti fronti problematici - parla Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, con Giuseppe Rippa direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nella conversazione per Agenzia Radicale Video che segue…
- Il Grande Gioco asiatico che Europa e Occidente ignorano. Conversazione Francesco Sisci/Geppi Rippa (Agenzia Radicale Video)
Quando uscì nel 2014, Poverty, Inc. fu considerato da molti un documentario controverso, espressione della critica libertaria agli aiuti internazionali. Eppure il drastico ridimensionamento di USAID e la capacità dimostrata da molti Paesi africani di adattarsi senza il tradizionale sostegno occidentale hanno finito per conferire nuova credibilità a quella tesi, facendola apparire oggi lungimirante. Prodotto dall'Acton Institute e diretto da Michael Matheson Miller, il documentario sostiene che l'industria degli aiuti, un settore che muove miliardi di dollari, abbia sviluppato interessi propri e ben pochi incentivi a rendersi superflua. Il titolo stesso, Poverty, Inc., suggerisce che la povertà sia diventata un vero e proprio business… diventata un vero e proprio business… di Anna Mahjar-Barducci
- Anna Mahjar-Barducci: ‘L’Africa non ha bisogno di aiuti, ma di investimenti’ (Agenzia Radicale)
La nuova ondata di attacchi contro l'Iran ha un lasso di tempo indefinito, ma almeno un obiettivo chiaro e limitato: riaprire lo Stretto di Hormuz contro la rivendicazione di controllo di Teheran. Apre la strada a nuove possibilità e minacce per l’Iran… Gli Stati del Golfo stanno sviluppando alternative per aggirare lo Stretto di Hormuz tramite oleodotti per l'Oceano Indiano o il Mediterraneo. Alla fine, la morsa su Hormuz riguarderà soltanto il petrolio iraniano, senza chiare rotte alternative. Teheran rimarrebbe intrappolata nella sua stessa strategia… (Comitato editoriale Appia Institute)
Gli aiuti internazionali hanno portato più danni che benefici ai Paesi africani. In un’analisi del 1986 ancora oggi attuale, intitolata The Continuing Failure of Foreign Aid, il noto scrittore americano James Bovard afferma: «Gli aiuti esteri hanno raramente realizzato qualcosa che i Paesi non avrebbero potuto fare da soli. Al contrario, spesso hanno incoraggiato le peggiori tendenze dei governi beneficiari, contribuendo a finanziare programmi e politiche che hanno affamato migliaia di persone e compromesso economie già fragili.»… di Anna Mahjar-Barducci
Dopo tre mesi di conflitto, Washington e Teheran annunciano un'intesa con firma imminente che potrebbe chiudere la guerra - riportano le Agenzia di stampa . Il testo, dato per "concordato" da fonti negoziali, non è però ancora stato diffuso integralmente e su alcuni nodi centrali (il nucleare in primis) emergono versioni discordanti tra le due parti. (Sky TG24)… L'intesa dovrebbe essere firmata venerdì a Ginevra e non è nota nel dettaglio - scrive l’AdnKronos - … Ma in ogni caso sono non pochi i punti che restano aperti… Le parti quindi negozieranno per un accordo ulteriore sul programma nucleare iraniano, uno dei nodi più delicati. Nella conversazione conversazione che segue, il prof. Francesco Sisci, analista politico, sinologo, giornalista discute con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa, dei potenziali nodi di un accordo ancora difficile e che, se potrebbe portare alla chiusura nell’immediato del conflitto, non risolve le posizioni divergenti in particolare sul programma nucleare iraniano e sulle sue implicazioni future…
- Ma c’è chi vuole un Iran con il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
Pechino potrebbe affrontare un cortocircuito confuso nei suoi calcoli economici e politici che potrebbe danneggiare seriamente la Cina nei prossimi anni.
Un enorme e crescente surplus commerciale sembra essere il principale ostacolo che spinge la Cina verso attriti e conflitti con gran parte del mondo. È quindi fondamentale che la Cina si opponga alla narrazione principale, come ha recentemente scritto il Global Times ufficiale:"La maggiore competitività delle imprese cinesi deriva da un sistema industriale completo, investimenti sostenuti nella tecnologia, un mercato massiccio e una forte concorrenza di mercato, non dai cosiddetti tassi di cambio "manipolati artificialmente". Mirare all'RMB non risolverà le sfide che il settore manifatturiero tedesco deve affrontare, né affronterà le carenze nella catena di innovazione europea”… di Francesco Sisci
La nazione africana sta impedendo che la regione cada sotto l'influenza dei Fratelli Musulmani, di Al-Qaeda, dell'Iran e dei loro alleati. L'Etiopia sta rapidamente diventando il partner più importante di Washington nel Corno d'Africa. Con le tensioni nello Stretto di Hormuz che destano preoccupazione per la sicurezza delle rotte marittime globali, è ancora più imperativo mantenere aperto e stabile lo Stretto di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso… di Anna Mahjar-Barducci
I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. "I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. Poi nuovo cambiamento: la delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente, quella iraniana con a capo il presidente del Parlamento Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri elvetico, precisando che "i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata". In Svizzera c'è anche il premier pakistano Muhammad Shehbaz Sharif. "Lo stretto di Hormuz rimane chiuso", avverte Teheran… La questione dell'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è piena di trappole e insidie… ognuno rivendica di essere uscito vincitore… Ma la vicenda di Israele resta al centro della questione mediorientale… In ogni caso non si può non dire che la Repubblica islamica esce molto indebolita ed è sopravvissuta fino ad ora grazie soprattutto al sostegno della superpotenza cinese. Il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa conversa con il professor Francesco Sisci sulla miscela unica di radicalismo e pragmatismo che costituisce l’Iran proprio perché molti nella regione e negli Stati Uniti non sono soddisfatti dell'accordo di pace, e di come i prossimi mesi potrebbero essere cruciali…
- Pollice verso per Trump, ma … è poi vero che l’Iran ha vinto? Conversazione con F. Sisci di G. Rippa (Agenzia Radicale Video)
L'annuncio di pace sulla guerra tra Stati Uniti e Iran segna una nuova fase strategica per entrambi i paesi. L'Iran è un misto di radicalismo e pragmatismo. La guerra con l'Iraq negli anni '80 e il recente scontro con gli Stati Uniti hanno contribuito a rafforzare il regime quando è stato gravemente scosso. Ha ottenuto un successo importante imponendo un blocco sullo Stretto di Hormuz. Ma la società e l'economia sono gravemente sfregiate e la leadership è divisa. Questa divisione potrebbe rappresentare un problema in futuro quando si affronta l'economia. Il regime potrebbe fare peggio in pace che in guerra. L'Iran non è libero da sanzioni e sfide esterne, e gli attacchi futuri sono ora una possibilità reale. Le sue difese aeree si sono dimostrate impotenti e le sue capacità di rappresaglia possono spaventare gli avversari, ma hanno dimostrato di non poter raggiungere un vero successo militare… di Francesco Sisci (da Appia Institute)
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |