Ad aumentare la confusione e gli equivoci, già tanto numerosi, della nostra cultura politica, collettivista e dirigista, frutto del ridicolo ed equivoco compromesso costituzionale del '48 che ha cercato di conciliare democrazia liberale, capitalismo e socialismo reale - allora molto di moda -, mancava solo un Papa ecologista e nemico della finanza, che è, poi, il fondamento del capitalismo (risparmi, banche e investimenti). di Piero Ostellino (da ilgiornale.it)
Il sedicente Stato Islamico avanza e fa paura, ma a preoccupare non sono solo i successi sul territorio. Il reclutamento dei foreign fighters rende l’Is un nemico dai contorni sempre più sfumati che arriva a lambire anche i confini di alcune aree delicate sotto il profilo politico e strategico. di Giovanna De Maio (da Affari Internazionali)
Anche se a far notizia è stata soprattutto l’avanzata del sedicente ‘Stato islamico’ sull’antica città di Palmira, non meno rilevante è la recente perdita della provincia di Idlib da parte del regime siriano. Questa è ora nelle mani di una variegata coalizione di ribelli ugualmente ostili a Damasco e all’autoproclamato Califfo. di Roberto Iannuzzi (da Affari Internazionali)
Prima il pool di dieci consiglieri incaricati da Padoa-Schioppa. Quindi, nel 2012, Enrico «mani di forbice» Bondi. Poi il ragioniere generale dello Stato Mario Canzi. Per arrivare al ministro Piero Giarda e quindi, con il governo di Enrico Letta, a Carlo Cottarelli. E infine a Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, installati al timone della spending review da Matteo Renzi. Con un simile spiegamento di parole e di risorse umane, viene da domandarsi, chissà quali risultati saranno stati raggiunti. di Sergio Rizzo (da corriere.it)
di Michele Ainis (Corriere della Sera)
Più che la fiducia, ormai serve la fede. Un atto religioso, non politico. Un giuramento, non un voto. Ieri il governo ha chiesto (e ottenuto) la fiducia dai parlamentari; ma è come se l’avesse chiesta a tutti gli italiani, separando gli infedeli dai fedeli. È infatti questo il retroscritto della legge elettorale: non ne cambio più una virgola, nemmeno quella falsa clausola di salvaguardia che desterà non pochi grattacapi a Mattarella quando dovrà metterci una firma. Non lo faccio perché l’Italicum è già il meglio, perché non si può migliorare il meglio. E voi dovete crederci.
di Donatella Di Cesare (dal Corriere della Sera)
A stento la Brigata ebraica ha ottenuto diritto di cittadinanza nel corteo del 25 Aprile a Milano. In altre città, per esempio a Roma, ha rinunciato a sfilare. Perché era sabato; ma non solo. Eppure, nel giorno della Liberazione, le bandiere con lo scudo di David dovrebbero essere accolte con gioia, sollievo, soddisfazione — e più di un rammarico, guardando al passato. Dovrebbero essere il cuore del corteo, non una componente al margine che occorre addirittura difendere contro offese e insulti.
Se avete letto i giornali negli ultimi mesi, sapete probabilmente che a febbraio l'Egitto ha invaso la Libia, che il governo Renzi vuole depenalizzare il maltrattamento degli animali e che la corruzione costa all'Italia ben sessanta miliardi di euro ogni anno. Peccato che niente di tutto questo sia vero. di Francesco Costa (da ilsole24ore.com)
Quando sono entrati nel locale che sulla carta ospitava la nuova azienda tessile, i carabinieri dell’Ispettorato del lavoro sono rimasti di sasso: non solo non c’erano i 49 dipendenti da poco ingaggiati (tutti a tempo indeterminato) ma nemmeno i macchinari. Nulla di nulla. Per l’impresa di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta, solo le agevolazioni concesse dallo Stato sarebbero state vere. Centinaia di migliaia di euro da mettere in tasca grazie alle misure pensate per rilanciare l’occupazione. di Paolo Fantauzzi (da l'Espresso)
di Francesco Forte (da il Giornale 22/04/2015)
Renzi afferma con sicurezza che “l’Italia riparte”. In effetti ci sarebbero le condizioni per una vigorosa ripresa: il prezzo del petrolio e quindi dell’energia è ribassato, il tasso di cambio dell’euro con il dollaro è passato da 1,36 a 1,05, un calo di più di 30 punti, il tasso di interesse è sceso. Ma la Whirlpool annuncia un taglio del personale di 1.350 addetti, con la chiusura di tre stabilimenti di cui uno di 850 lavoratori nell’area di Caserta. Inoltre verrà chiuso il centro di ricerca di None, nell’area industriale di tecnologia avanzata torinese in cui c’è il Politecnico di Torino, all’avanguardia nel settore elettrotecnico, metalmeccanico ed elettromeccanico. Il centro verrà spostato in Polonia! Ciò indica che la politica fiscale, del lavoro e della ricerca che sta adottando questo governo è completamente inadeguata.
A quattro anni dalla risoluzione Onu 1973 e dalla missione Unified Protector, il disordine in Libia è ancora centrale nell’agenda politica italiana e internazionale e la sua attualità nel dibattito pubblico è stata rilanciata dall’ingresso in scena dell’Isis. A differenza di altre crisi internazionali, qui non sono in gioco solo il prestigio di Roma o la sua esposizione economica. di Gabriele Natalizia (da affarinternazionali.it)
È certamente apprezzabile che il presidente del Consiglio abbia ribadito l’obiettivo del governo di non aumentare le tasse, anzi di ridurle, e di non tagliare le prestazioni ai cittadini. Ma questo dalle linee guida del Documento di economia e finanza, presentate ieri, non emerge. di Fabrizio Forquet (da ilsole24ore.com)