Negli Stati Uniti la legge elettorale non cambia a ogni due per tre. Chi governa cerca alla brutte di modificare le carte in tavola a proprio vantaggio con un sistema un po’ più subdolo e sofisticato, ridisegnando quando serve i collegi elettorali secondo la distribuzione geografica del proprio elettorato registrata in quel momento. L’antica pratica, tutt’ora in auge, risale al 1800 e si chiama gerrymandering. In Italia, invece, non si usa il righello sulla cartina, ma si è soliti cambiare direttamente il sistema di voto, per venire incontro alle esigenza di chi vuole garantirsi il mantenimento del potere o, al massimo, evitare che lo stesso finisca completamente in possesso dell’avversario, sacrificando – se necessario - la governabilità sull’altare degli interessi di bottega mascherati da sacra e democratica difesa del diritti delle minoranze. di Antonio Marulo
Negare, negare sempre, anche l’evidenza. La regola aurea del tradimento amoroso pare sia stata fatta propria dal Movimento 5 Stelle per tutte le volte che si viene beccati in flagranza di reato pentastellato. La conferma ci arriva dalla travagliata formazione della storica giunta Raggi, con ritualità ancien regime non proprio edificanti. di Antonio Marulo
Povera Brexit! In fondo non se la meritava la fine che le han fatto fare gli stessi suoi promotori, rovesciando un vecchio adagio che enfatizzava in poche parole quel che succede quasi sempre dopo una competizione politica conclusasi con una parte vittoriosa e un’altra sconfitta. Che cioè poi va a finire che tutti saltano sul carro dei vincitori e la competizione si trasferisce sulla gara per stabilire chi era stato il primo a indovinare il vincitore… questa volta la gara è per saltare sul carro del perdente… a cominciare da Johnson e Farange e sia pure con l’espediente del ritiro a vita privata. di Silvio Pergameno
Difficile dire se Virginia Raggi, neo-sindaco di Roma, sia stata più infastidita dalle battute del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che l’ha definita “bambolina imbambolata” oppure dalle espressioni in sua difesa, all’insegna del bon ton e della correttezza istituzionale, pronunciate da Renzi e da Cuperlo all’unisono. Nei ruvidi modi del primo c’è almeno, forse sgradevole, una schiettezza d’animo, che si stenta a riconoscere nei secondi. di Luigi O. Rintallo
Il terzo grave attentato che in breve volger di tempo ha colpito la Turchia sembra aver persuaso il presidente Erdogan a rivedere la sua posizione nei rapporti internazionali. La Turchia è membro della NATO, ne rispetta i patti, ma in questo ambito probabilmente si limita al minimo e, tenuta fuori dall’Unione Europea nonostante decenni di insistenze per entrare, ha mirato a crearsi un ruolo prorpio nella zona mediorientale. di Silvio Pergameno
Brexit? Mah…?! Ma fatemi il piacere: Mi dispiace per gli inglesi, un popolo per il quale la mia stima è sempre stata profonda. Ma questa volta l’hanno fatta grossa. La sensazione è che questa volta tutto finisca nel ridicolo e certo che Tusk e Junker dovrebbero chiede il risarcimento dei danni… di Silvio Pergameno
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