L’avvelenamento dei pozzi operato dal sistema informativo italiano inquina le menti di ciascuno. Insinuazioni e allusioni corrompono la dialettica fra opinioni diverse e capita così che anch’io finisca per godere di come Massimo Bordin, sul «Foglio», ridicolizzi le manie tramarole di Travaglio a proposito dell’accordo fra Stato e Provenzano:
“Ma non dev’essere nemmeno così se, mentre le ricerche continuavano, fioccavano le indagini patrimoniali su Provenzano e ne sa qualcosa proprio il dottore Ingroia che vide un finanziere suo aiutante più che sospettato di aver tenuto al corrente di quelle indagini gli amici del boss. Per la cronaca, il finanziere fu, insieme al dottore, gradito compagno di vacanza di Travaglio”.
Solo dopo mi accorgo che, in fondo, la frase ricorda da vicino più il modo di pensare di un inquisitore, che non quello di un radicale libertario…