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02/05/26 ore

MAXXI: ‘Tragicomica. Prospettive sull'arte italiana dal secondo Novecento a oggi’


  • Giovanni Lauricella

La mostra rappresenta un evento di notevoli proporzioni, sia per il significativo numero di artisti coinvolti sia per l'imponente quantità di opere esposte. 

 

Curata da due figure di spicco nel panorama culturale internazionale, Andrea Bellini, direttore del Centre d’Art Contemporain di Ginevra, e Francesco Stocchi, direttore artistico del MAXXI, l'iniziativa si presenta come una rilettura ambiziosa e articolata dell'arte italiana.

 

Entrambi i curatori ripropongono, con numerosi degli stessi artisti, un progetto che trova delle connessioni concettuali con una precedente esposizione inaugurata circa un anno prima presso il MAMbo di Bologna.

 

Il titolo scelto, "Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi”, delinea immediatamente il nucleo tematico dell'esposizione, che raccoglie oltre trecento opere realizzate da 140 artisti attivi dagli anni Cinquanta ai giorni nostri. 

 

Come evidenziato nel catalogo ufficiale della mostra, pubblicato da Marsilio, Andrea Bellini si è ispirato al volume di Giorgio Agamben “Categorie italiane. Studi di poetica” (1996), testo influente che aveva già guidato la concezione del Padiglione Italia durante la Biennale del 2013, intitolato "Vice Versa”. 

 

In quest'opera, Agamben identifica un tratto distintivo della cultura italiana nella sua radicata appartenenza alla sfera del comico e nel correlativo rifiuto della tragedia. 

 

Secondo il filosofo, infatti, numerosi artisti italiani potrebbero essere inseriti all'interno di una cornice culturale che privilegia il riso, il paradosso, l'ironia, il grottesco e l'assurdo rispetto a una visione tragica e catastrofica della realtà, tipica, invece, della tradizione nordeuropea. 

 

Muovendo da questa prospettiva tragicomica, l'esposizione propone una rilettura dell'arte italiana degli ultimi ottant'anni, fondata su narrazioni che rifuggono modelli dogmatici o eroici. Francesco Stocchi descrive "Tragicomica" nelle pagine del catalogo come un'opera di “montaggio",una sorta di antistoria dell'arte italiana costruita attraverso rimandi intertestuali, incongruenze, e un dialogo tra artisti consolidati e figure dimenticate o riscoperte. 

 

Tale approccio intende ampliare i confini dei consueti racconti storico-artistici per abbracciare una comprensione più sfaccettata e inclusiva delle dinamiche creative e culturali che hanno caratterizzato il contesto italiano. 

 

Un ulteriore spunto critico è offerto dalla riflessione del compianto Philippe Daverio, il quale sosteneva che molti protagonisti dell'arte contemporanea italiana tendessero a non prendersi troppo sul serio. Benché tale affermazione possa essere stata inizialmente letta con un certo grado di provocazione, la mostra offre un'attestazione concreta della sua validità, rendendo evidente come ironia e leggerezza non siano tratti superficiali ma costitutivi del linguaggio artistico italiano contemporaneo. 

 

Gino De Domincis, Piero Manzoni, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo, Gilberto Zorio, Enzo Cucchi, Maurizio Cattelan, Vincenzo Agnetti, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Roberto Cuoghi, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Giuseppe Penone, Paola Pivi, Gianfranco Baruchello, Carol Rama, Liliana Moro, Elan Bellantoni, Monica Bonvicini, Piero Golia, Mirella Bentivoglio, Ketty La Rocca, Suzanne Santoro, Lamberto Pignotti sono alcuni tra i più famosi .

 

Comprendere l'inaspettato significato di chi invita a esplorare l'ironia conduce il visitatore a osservare le opere esposte con uno spirito di sottile irrisione. Questo approccio, alquanto insolito per chi si reca in un museo, genera una sensazione di spaesamento, quasi una sfida al buon senso comunemente associato a un luogo consacrato al rispetto e alla celebrazione dell'arte. 

 

In un contesto segnato dalla crisi dell'arte contemporanea e da una critica sempre meno incisiva, spesso rappresentata da storici dell'arte incapaci di offrire chiavi di lettura adeguate, si assiste alla proliferazione di mostre dall'esecuzione approssimativa e dall'utilità dubbia

 

Eppure, forse in modo non del tutto intenzionale da parte degli stessi organizzatori, emerge in questo panorama l'evidenza di una situazione culturale tragicomica

 

Tale situazione, pur discostandosi dagli obiettivi dichiarati dell'esposizione, offre uno spaccato significativo della complessa realtà che stiamo attraversando. 

 

Va aggiunto che questa mostra rappresenta un notevole esempio di curatela, suscitando sui social una mole di commenti che lascio alla vostra immaginazione. 

 


 

Tragicomica 

Prospettive sull'arte italiana dal secondo Novecento a oggi

(dal 2 aprile al 20 settembre 2026) 

MAXXI

Via Guido Reni, 4a (Roma)

ORARI: Mar - Dom 11.00 - 19.00

CURATORI: Andrea Bellini, Francesco Stocchi

ENTI PROMOTORI:

Fondazione Maxxi

Centre d’Art Contemporain Cenève

 

 


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