Che l’Occidente che è, per dirla come da AI Overview, quell’insieme dei Paesi accomunati da una specifica tradizione culturale, storica e politica, quegli Stati generalmente uniti da valori condivisi come la democrazia, l'economia di mercato, i diritti individuali e l'eredità culturale greco-romana e giudaico-cristiana, abbia oggi una chiara vocazione autolesionista che lo porta ad odiarsi è un dato ben evidente. “La parola “Occidente” è una parolaccia e non andrebbe detta. È diventata archetipica, in senso junghiano, ossia è ormai contenuta nell’inconscio collettivo, insieme con “mito” e “religione”; è una categoria simbolica che struttura la nostra cultura e la mentalità…” riporta il sito la fionda, che si definisce “… uno spazio pluralista e libero di elaborazione culturale e politica, promosso da una comunità di persone che condivide alcune precise idee – statualiste,… e antiliberiste -, senza compromessi contraddittori né opacità furbesche…”… Accantonando la discussione sulle idee precise statualiste,… e antiliberiste, e prendendo in considerazione la tesi secondo cui “il blocco dello Stretto di Hormuz non è un episodio isolato, ma l'ultimo di una serie di colpi al commercio globale e all'ordine economico stabiliti dopo la caduta dell'Unione Sovietica nei primi anni ’90, con Hormuz … un nuovo ordine mondiale entra definitivamente in scena…Questa che segue è una conversazione proprio con il sinologo prof. Francesco Sisci di Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale proprio sul puzzle cinese che resta comunque debole nella sua strategia e privo, con la sua visione non democratica, di una presunta, chiara missione globale…
- L’Occidente si odia, ma la Cina ha una strategia? Conversazione con Francesco Sisci di Geppi Rippa (Agenzia Radicale Video)

Ogni anno è sempre peggio, frange estreme occupano la scena e guastano la ricorrenza che dovrebbe unire e che invece divide. Alla segretaria del PD Elly Schlein non resta che sparire per un po’, i attesa che passi a bufera, sperando magari che il dibattito politico si orienti altrove: sulla Grazia a Nicole Miretti, per esempio…
Perché scacciano gli ebrei il 25 aprile… “… Traditi l’idealismo - scrive Giuliano Ferrara - e lo slancio sorgivo del giorno della Liberazione (Gaza non basta a spiegare). Le responsabilità dell'antifascismo azionista, le cui élite hanno sempre predicato divisione e incomprensione, astio e riprovazione.
E ancora: “…In Italia - sottolinea su Il Foglio Nona Mikhelidzela evidenziando come nei cortei per la Festa della Liberazione del 25 aprile si perseguita la bandiera ucraina - accade che la lotta ucraina viene derisa da alcuni, non compresa da altri, e spesso incapsulata in quel comodo “sì, ma anche la Russia ha le sue ragioni”. Ma cosa hanno capito della resistenza, se non la riconoscono quando ce l’hanno davanti?…”.
L’associazione dei partigiani (ANPI) oramai non ha più nulla che fare con il nobile intento originario per cui era stata fondata ed è caduta nelle mani di un mix letale di stalinisti e putinisti.
Ecco allora che - sottolinea Pasquale Ferraro su il Riformista - “… gli intellettuali armigeri della sinistra e la nuova classe di intellettualoidi armati di smartphone che opera sulla piazza social ci hanno ripetuto che se per qualcuno il 25 aprile ha un significato divisivo allora quel qualcuno “è un fascista”. Ma il problema è ben più complesso e non può essere risolto come sperano costoro con l’applicare etichette di “fascismo” a chiunque ponga legittimi dubbi su ciò che negli ultimi anni il 25 aprile è diventato…”.
Gli ebrei che avrebbero dovuto essere alla testa del corteo sono stati prima bloccati e poi di fatto emarginati e respinti. Lo squadrismo ProPal attacca la Brigata Ebraica e gli ebrei con una forzatura inaccettabile da ogni punto di vista. E Fabrizio Cicchitto evidenzia come sia ”… scattata un’operazione di distrazione di massa guidata, non a caso, dal Fatto Quotidiano, … che ha avuto per oggetto un episodio del tutto secondario e trascurabile quale la grazia alla Minetti….
Di questo, nel podcast di Agenzia Radicale, discute Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, sollecitato da Antonio Marulo nella rubrica Maledetta Politica.
- Agenzia Radicale Podcast, Maledetta Politica. 25 aprile addio: Elly Schlein si finge morta. Il caso Minetti: attacco a Nordio o a Mattarella? Antonio Marulo conversa con Geppi Rippa (Podcast on Spotify)
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |
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