Cosa significa “guerra diffusa”? E “guerra ibrida”? Qual è la differenza tra i due tipi di guerre? Ce lo spiega Alessandro Curioni nel suo libro “Guerre Diffuse”, (Ed.MImesis).
Ecco come il libro viene presentato dalla casa editrice: “La guerra non scoppia più. È già qui. Non si presenta come evento eccezionale né come strategia riconoscibile, ma come una condizione permanente che attraversa la vita quotidiana. In questo libro Curioni propone una distinzione decisiva tra “guerra ibrida” e “guerra diffusa”. La prima, pur mimetica e multiforme, conserva ancora una regia, un centro decisionale, un obiettivo strategico. È una guerra che si traveste, ma resta tale. La guerra diffusa, invece, segna una frattura più profonda: il centro evapora, gli attori si moltiplicano, gli effetti si producono anche senza un’intenzione esplicita. Stati, aziende, reti criminali, infrastrutture automatizzate e individui operano nello stesso spazio, generando attriti sistemici continui. Non c’è una dichiarazione, non c’è una fine, spesso non c’è nemmeno una notizia. La guerra diffusa abita le infrastrutture, l’informazione, i mercati, la fiducia, le identità. È un rumore di fondo costante, una corrosione lenta più che una tempesta improvvisa. Con uno stile limpido e rigoroso, il libro offre a librai e lettori una chiave di lettura potente per comprendere come sta cambiando il conflitto nel mondo iper-connesso, oltre le categorie rassicuranti del linguaggio strategico tradizionale”.
Secondo l’autore, in effetti, la guerra diffusa consiste nella dimensione Cyber che ha assunto le caratteristiche di un conflitto costante ed invisibile, senza dichiarazione formale, che sottilmente s’insinua nella vita quotidiana indebolendo la fiducia. E mentre la guerra ibrida possiede ancora una regia centrale ed obiettivi strategici definiti, la guerra diffusa non ha una regia visibile, ma numerosi attori che corrodono il sistema dall’interno.
Il campo di battaglia in cui agisce tale guerra, sempre secondo Curioni, è la mente umana bersagliata di continuo da fake news e deep fake che fanno indebolire la fiducia per mancanza di corretta informazione, seminando dubbi sulla verità dei fatti e generando insicurezza e pessimismo: è una guerra che “non scoppia e non finisce”, ma si espande nella realtà e la degrada.
Senz’altro i progressi di scienza e tecnica non sono negativi in sé, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. E ci si chiede allora se oggi siano usati al servizio dell’Umanità o la stiano danneggiando col condurla ottusamente verso un baratro dal quale non sarà più in grado di uscire. Speriamo che ciò non accada…
Alessandro Curioni, editore, imprenditore e giornalista. nel 2003 pubblica il volume Hacker@tack, dedicato alla sicurezza informatica. Nel 2008 fonda DI.GI. Academy, azienda specializzata nella formazione e nella consulenza nell’ambito della sicurezza informatica. Nel 2015 riprende la sua attività pubblicistica per diverse testate cartacee e on line. Nel 2016 esce per Mimesis Come pesci nella Rete. Guida per non essere le sardine di Internet. Nel 2017, sempre con Mimesis, viene pubblicato. La privacy vi salverà la vita.