Presentato in concorso al Festival di Venezia 2024 dove ha vinto il Premio Marcello Mastroianni per miglior attore esordiente assegnato a Paul Kircher, il film “E i figli dopo di loro”, dei fratelli gemelli Ludovic e Zoran Boukherma, è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore francese Nicolas Mathieu, Leurs Enfants après eux”, vincitore del Premio Goncourt 2018.
Il libro è così presentato dalla casa editrice Marsilio: “Lorena, agosto 1992. Anthony ha quattordici anni, le spalle larghe e una palpebra semichiusa che gli dà sempre un’aria imbronciata. Stéphanie è la più bella della scuola, ma nella valle dimenticata da Dio in cui è cresciuta l’avvenenza serve a poco. Hacine è un po’ più grande, ama le moto (soprattutto quelle prese agli altri) ed è ormai rassegnato all’idea di deludere il padre, arrivato in Francia dal Marocco sognando l’integrazione.
L’estate in cui i tre ragazzi si incontrano è quella del primo bacio, delle prime canne, dei Nirvana nelle orecchie e delle corse in Bmx intorno al lago, della noia che si mescola alla rabbia e al desiderio di fuggire.
Ma è anche un’estate torrida, in cui il vento caldo della globalizzazione ha già spazzato via buona parte dei posti di lavoro della regione lasciando le famiglie sul lastrico, impreparate ad affrontare la chiusura delle fabbriche e a immaginare un futuro diverso per sé e i propri figli.
Di questo piccolo mondo periferico Nicolas Mathieu racconta dolori e gioie, speranze e miserie, dando forma a un affresco sociale umanissimo e insieme feroce. L’adolescenza di Anthony, Stéphanie e Hacine diventa per lui una lente straordinaria con cui guardare a un’Europa di provincia, alle sue illusioni di benessere bruciate nei falò estivi, alla sua innocenza perduta. Un’Europa che è anche la nostra”.
Il film segue nel complesso la trama del libro: è ambientato in Lorena, nel Nord-Est della Francia e si svolge attraverso 4 estati: 1992, 1994, 1996 e 1998 durante le quali s’intrecciano le vite di tre adolescenti: Anthony (Paul Kircher), Stéphanie (Angelina Woreth) e Hacine (Sayyid El Alami).
Partendo dall’agosto 1992 in un piccolo paese di provincia, incontriamo Anthony, 14 anni, irrequieto e sempre imbronciato, Stéphanie, la più bella della scuola desiderosa di evadere, Hacine, ribelle di origine marocchina che ama le moto. Annoiati, desiderosi di evadere, ma anche di dare un senso alla vita, imparano a conoscersi mentre i loro destini s’incrociano.
Purtroppo, il furto della motocicletta del padre di Anthony da parte di Hacine genera problemi che segneranno il passaggio all’età adulta. E mentre crescono insieme, arriva anche nel loro paese la globalizzazione con promesse mancate e disillusione.
Esplorando il passaggio all'età adulta di tre ragazzi in una provincia francese depressa tra gli anni '90 e 2000, il film descrive il destino ereditato in modo quasi fatalistico dai genitori, intrappolati nelle stesse dinamiche di rassegnazione, rabbia e limitate possibilità socioeconomiche che caratterizzano le periferie in generale.
Senz’altro un buon film, supportato da bravi interpreti come Paul Kircher, Angelina Woreth, Sayyid El Alami, Ludivine Sagnier, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Christine Gautier, Anouk Villemin, Lounès Tazairt, Victor Kervern; sceneggiatura: Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma; fotografia: Augustin Barbaroux; musiche: Amaury Chabauty.
Tra i film dei Fratelli Boukherma ricordiamo Ich bin eine Tata – cortometraggio (2015), Willy 1er (2016), Teddy (2020), L'Année du requin (2022).
Ecco il trailer del film (da Coming Soon)